In breve
- L'email di ringraziamento parte entro 24 ore dal colloquio, cita un punto preciso della conversazione e non supera le cinque righe.
- Se ti hanno dato una data e passa senza notizie, scrivi due giorni lavorativi dopo; se non te l'hanno data, aspetta una settimana intera.
- Dopo il secondo sollecito senza risposta si smette di scrivere: anche il silenzio è una risposta, e il tuo tempo rende di più in altre candidature.
- Anche un rifiuto merita una risposta: ringrazi, chiedi un breve feedback se vuoi e fai capire che l'azienda ti interessa anche in futuro.
A cosa serve un'email di follow up dopo il colloquio
L'email di follow up è il messaggio che mandi all'azienda dopo il colloquio per ringraziare, confermare che sei ancora interessato o chiudere la selezione lasciando un buon ricordo. Non trasforma un colloquio andato male in uno riuscito, ma può fare la differenza tra due finalisti simili e tenere il tuo nome presente quando si decide.
Sono pochissimi a mandarla. In un sondaggio di Accountemps, la società di selezione di Robert Half, su oltre 300 responsabili HR di aziende statunitensi, l'80 % ha detto di tenere conto dei messaggi di ringraziamento nella scelta di chi assumere, ma secondo loro solo un candidato su quattro ne invia uno. È uno dei gesti meno costosi e meno usati di tutta la ricerca di lavoro.
L'altra faccia del problema è il silenzio. Nel sondaggio Greenhouse del 2024 negli Stati Uniti, nel Regno Unito e in Germania, la maggioranza ha detto di essere rimasta almeno una volta senza notizie dopo un colloquio. Sapere quando e come chiedere ti evita settimane di attesa per una selezione già chiusa.
di oltre 300 responsabili HR di aziende statunitensi tiene conto dei messaggi di ringraziamento nella scelta di chi assumere (Accountemps, 2017).
Fonte: Robert Half (Accountemps), sondaggio su oltre 300 responsabili HR di aziende statunitensi, 2017dei candidati invia quel messaggio, secondo gli stessi responsabili HR. Nel 2007 era il 51 %.
Fonte: Robert Half (Accountemps), sondaggio su oltre 300 responsabili HR di aziende statunitensi, 2017delle persone intervistate da Greenhouse negli Stati Uniti, nel Regno Unito e in Germania non ha più avuto notizie dall'azienda dopo un colloquio (2024, 2.500 lavoratori).
Fonte: Greenhouse, 2024 State of Job Hunting report, sondaggio su 2.500 lavoratori di Stati Uniti, Regno Unito e Germania, 2024Quando mandare ogni email: il calendario
L'errore più comune non riguarda cosa si scrive, ma quando. Scrivere il giorno dopo per chiedere novità mette fretta e non aggiunge nulla; lasciar passare un mese in silenzio ti fa uscire dalla selezione. Questo è il calendario che usiamo in Cernoria, pensato perché ogni messaggio arrivi quando aiuta e non quando infastidisce.
La regola di fondo è semplice: se l'azienda ti ha dato una data, la rispetti e scrivi poco dopo. Se non l'ha fatto, chiedila alla fine del colloquio («Entro quando pensate di decidere?»). È la domanda che semplifica tutto il follow up.
| Quando | A cosa serve | Lunghezza | |
|---|---|---|---|
| Ringraziamento | In giornata o entro 24 ore | Ricordare chi sei e un punto forte della conversazione | Da tre a cinque righe |
| Primo sollecito | Due giorni lavorativi dopo la data indicata, o una settimana se non c'era data | Sapere a che punto è la selezione | Due o tre righe |
| Secondo e ultimo sollecito | Una settimana dopo il primo | Togliere il dubbio e lasciare la porta aperta | Due righe |
| Risposta a un rifiuto | Entro 48 ore | Ringraziare, chiedere un feedback e salutarsi bene | Da tre a quattro righe |
Email 1: il ringraziamento in giornata
Il ringraziamento non è una formalità: è l'ultima occasione per lasciare un'idea a chi ti ha fatto il colloquio. «Grazie per il tempo dedicatomi» non basta. Deve citare una cosa precisa di cui avete parlato, in una frase, e collegarla a quello che porti.
Va alla persona che ti ha fatto il colloquio. Se erano più persone, un'email a ciascuna oppure una sola con tutti in copia, a seconda di com'è andata. In Italia, in questa email, si dà del Lei anche se il colloquio è stato informale, a meno che l'azienda non ti abbia dato del tu per prima per iscritto.
Oggetto: Grazie per il colloquio di oggi, posizione di buyer
Gentile dottoressa Ferri,
La ringrazio per il tempo che mi ha dedicato oggi. Ho ripensato a quanto diceva sulla razionalizzazione dei fornitori dei tre stabilimenti: è proprio il tipo di progetto che ho guidato nel mio ruolo attuale, dove siamo passati da 40 a 18 fornitori in un anno.
La posizione mi interessa molto e resto a disposizione per qualsiasi informazione.
Cordiali saluti,
Giulia Esempio
Email 2: quando non arriva risposta
Se la data indicata è passata senza notizie, scrivere non è insistere: chiedi una cosa che hai diritto di sapere. Spesso la selezione si è fermata per motivi interni (ferie, un budget rivisto, un'approvazione che non arriva) e la tua email spinge qualcuno a darti una data nuova.
Il sollecito è breve e senza rimproveri. Non scrivere «non ho ricevuto risposta»: di' che sei ancora interessato e chiedi quali sono i prossimi passi. Se anche il secondo sollecito resta senza risposta, segna la candidatura come chiusa nel tuo registro, anche se nessuno l'ha chiusa ufficialmente.
Oggetto: Aggiornamento sulla selezione per la posizione di buyer
Gentile dottoressa Ferri,
Le scrivo in merito al colloquio di martedì 14. Mi aveva indicato una decisione entro venerdì 24 e volevo sapere se ci sono novità o una nuova data.
La posizione continua a interessarmi molto. La ringrazio in anticipo,
Giulia Esempio
Email 3: dopo un no
Rispondere a un rifiuto sembra inutile, ed è per questo che quasi nessuno lo fa. Eppure le aziende si ricordano dei finalisti: se la persona scelta non resta o si apre una posizione simile, il primo nome che torna in mente è quello di chi ha chiuso la selezione con stile. Un'email breve e senza rancore ti tiene in quella lista.
È anche il momento di chiedere un feedback. Non sempre arriva, e quando arriva è spesso generico, ma una sola frase concreta («cercavamo più esperienza con fornitori esteri») ti serve per il prossimo colloquio. Chiedi una sola cosa, facile da dare.
Oggetto: Re: Selezione per la posizione di buyer
Gentile dottoressa Ferri,
La ringrazio per avermi avvisata e per il tempo dedicato alla mia candidatura. Se possibile, mi sarebbe molto utile sapere in una frase cosa mi è mancato per la posizione, così da prepararmi meglio.
Ho apprezzato molto conoscere il team e sarei felice di essere considerata per future opportunità.
Cordiali saluti,
Giulia Esempio
Come scrivere un'email di follow up dopo il colloquio che venga letta
Chi seleziona riceve decine di email al giorno. La tua viene letta se oggetto e prime due righe si capiscono da soli. Questi cinque passi valgono per tutti e tre i modelli.
- Un oggetto che dica di cosa si tratta
La posizione e il motivo: «Grazie per il colloquio di oggi, posizione di buyer». Niente «Follow up» da solo e niente punti esclamativi.
- Una riga di contesto
Quando c'è stato il colloquio e per quale posizione, così nessuno deve cercare chi sei.
- Un dettaglio preciso
Qualcosa di cui avete parlato o un risultato legato a ciò che cercano. È ciò che distingue la tua email da un modello.
- Una sola domanda o richiesta
I prossimi passi, una data o un feedback. Se chiedi tre cose, non ne ottieni nessuna.
- Una chiusura breve
Il tuo nome e, se serve, il cellulare. Non allegare di nuovo il CV, a meno che non te lo chiedano.
Gli errori che chiudono la porta
La maggior parte dei follow up che vanno male non sbaglia il tono, ma la frequenza o il canale. Questi sono quelli che vediamo di più.
| Errore | Perché si ritorce contro | Invece |
|---|---|---|
| Scrivere il giorno dopo per chiedere novità | Mette fretta prima della data indicata | Ringraziare quel giorno e aspettare la data |
| Mandare un sollecito a settimana per un mese | L'interesse diventa insistenza | Al massimo due solleciti |
| Scrivere a più persone dell'azienda insieme | Si nota e li costringe a capire chi risponde | Un solo interlocutore per selezione |
| Rimproverare il ritardo o il silenzio | Chiude la porta ad altre posizioni | Chiedere i prossimi passi |
| Mandare a tutte le aziende lo stesso testo | Un modello si riconosce subito | Un dettaglio proprio di ogni conversazione |
Il criterio di Cernoria: quando smettere di scrivere
C'è un momento in cui il follow up smette di aiutare. Il nostro criterio è chiaro: due solleciti senza risposta e la selezione si considera chiusa. Non è arrendersi; è smettere di contare come viva una candidatura che non lo è più, e dedicare quel tempo alle selezioni che vanno avanti.
Se più avanti l'azienda si rifà viva, tanto meglio: la porta è rimasta aperta perché non l'hai mai chiusa con un rimprovero. E se non si fa viva, non hai perso nulla che non fosse già perso.
In Cernoria la vediamo così: il follow up non serve a convincere nessuno, serve a farsi ricordare bene. Tre email ben pensate dicono più del tuo modo di lavorare di dieci messaggi per chiedere se ci sono novità.
Un esempio dall'inizio alla fine: la selezione di Giulia
Un caso inventato per vedere il calendario applicato. Giulia Esempio ha fatto un colloquio per una posizione di buyer in Forniture Padane, a Bologna, martedì 14 alle 10. Alla fine ha chiesto entro quando avrebbero deciso e le hanno risposto «entro venerdì 24».
Martedì 14, ore 17: manda il ringraziamento alla dottoressa Ferri, con il dettaglio sui fornitori. Annota nel suo registro la data indicata.
Venerdì 24: nessuna notizia. Non scrive ancora: lascia passare due giorni lavorativi.
Martedì 28: manda il primo sollecito. La dottoressa Ferri risponde lo stesso giorno che il direttore è in trasferta e che avranno novità la settimana dopo.
Martedì 4: ancora niente. Manda il secondo sollecito, di due righe.
Giovedì 6: arriva il rifiuto. Venerdì 7 risponde con il modello di chiusura e chiede un feedback. La dottoressa Ferri le scrive che hanno scelto un profilo con esperienza di importazioni e che la terranno presente. Giulia lo annota e segna la candidatura come chiusa.
Domande frequenti
Quanto aspettare per mandare l'email di follow up dopo il colloquio?
Il ringraziamento parte entro 24 ore. Per chiedere l'esito, aspetta due giorni lavorativi dopo la data che ti hanno indicato oppure, se non te ne hanno indicata nessuna, una settimana intera dal colloquio.
Meglio telefonare o scrivere un'email?
Meglio un'email, perché chi seleziona risponde quando può e resta tutto per iscritto. Nel sondaggio di Accountemps, il 94 % dei responsabili HR ha giudicato l'email un modo adeguato per fare follow up dopo un colloquio.
Cosa scrivere nell'oggetto dell'email?
Il motivo e la posizione, in poche parole: «Grazie per il colloquio di oggi, posizione di buyer» oppure «Aggiornamento sulla selezione per la posizione di buyer». Così si capisce senza aprirla e si ritrova subito.
Si può fare follow up su LinkedIn?
Solo se l'azienda ti ha già contattato su quel canale. Se il colloquio è stato organizzato su LinkedIn, lì va bene un messaggio breve; se è passato per email, resta sull'email. Cambiare canale di tua iniziativa sembra insistenza.
Come chiedere un feedback dopo un rifiuto?
Con una sola domanda facile, nella stessa email in cui ringrazi: cosa ti è mancato per la posizione, in una frase. Non contestare la decisione e non chiedere un incontro; se il feedback non arriva, lascia perdere.

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