In breve
- Il curriculum europeo è il modello di CV gratuito dell'Unione europea, il CV Europass: si compila online da un profilo personale e si scarica nella lingua che scegli.
- Conviene quando il bando lo chiede (concorsi, atenei, borse, tirocini, enti europei) o quando non conosci il formato del paese in cui ti candidi.
- Ti penalizza con le aziende private che si aspettano un CV personale: l'impaginazione standard occupa più pagine e lascia meno spazio a ciò che chiede l'annuncio.
- Nessun formato sostituisce l'adattamento: un curriculum europeo generico rende male come qualsiasi altro CV non adattato.
Che cos'è il CV Europass
Il CV Europass è il modello di curriculum dell'Unione europea, quello che in Italia molti chiamano semplicemente «curriculum europeo». Fa parte di Europass, un insieme di strumenti online regolato oggi dalla decisione (UE) 2018/646 del Parlamento europeo e del Consiglio del 18 aprile 2018, che ha sostituito quella del 2004. Lo crei da un profilo personale sul sito ufficiale: inserisci una volta sola esperienze, titoli di studio e lingue, e poi generi tutti i CV che ti servono.
È gratuito. Le domande frequenti del sito chiariscono che è un servizio della Commissione europea, che non si compra nessun CV e che non ti verranno mai chiesti dati bancari. Secondo la pagina dell'editor, si possono creare, salvare e condividere CV in 31 lingue e scegliere tra diversi modelli. Come ospite puoi crearlo e scaricarlo, ma solo con un account resta salvato nella tua biblioteca.
La sua fama nasce dai numeri: il Cedefop, l'agenzia europea per la formazione professionale, ha contato 100 milioni di CV Europass creati online tra febbraio 2005 e luglio 2017.
di CV Europass sono stati creati online tra febbraio 2005 e luglio 2017, secondo il Cedefop.
Fonte: Cedefop, Europass passes 100 million CV milestone, 2017era l'età media di chi ha creato un CV Europass tra giugno e settembre 2019, in un campione di 353.518 CV analizzato dal Cedefop. Il 75 % aveva meno di 32 anni.
Fonte: Cedefop, Europass CV Insights Report, giugno-settembre 2019in cui l'editor ufficiale permette di creare, salvare e condividere il CV, secondo il sito Europass.
Fonte: Europass (Commissione europea), Create your Europass CVChi usa davvero il CV Europass
Il rapporto del Cedefop del 2019 mostra chi lo compila. Le cinque nazionalità più frequenti erano l'italiana, la portoghese, la rumena, la spagnola e la greca, e la maggioranza viveva in Italia. Il titolo professionale più comune era cameriere o barista. Circa il 12 % non dichiarava alcuna esperienza lavorativa.
Per chi cerca lavoro in Italia questo dice due cose. Il formato è conosciutissimo e nessun selezionatore si stupisce nel riceverlo. Ma è anche associato ai profili giovani e ai primi impieghi. Usarlo non ti fa sembrare più preparato: ti fa sembrare una persona che ha scelto il modello standard. Per questo conviene decidere candidatura per candidatura.
Curriculum europeo: quando serve e quando conviene un altro formato
La domanda utile non è se il curriculum europeo sia buono o cattivo, ma se in questa candidatura aiuta o penalizza. Questa è la tabella che usiamo in Cernoria per decidere. Parti sempre dalla prima riga: se lo chiedono, non c'è niente da pensare.
| Situazione | Cosa conviene | Perché |
|---|---|---|
| Il bando chiede espressamente il CV Europass o «in formato europeo» | Europass | È un requisito: un altro formato può essere scartato senza essere letto |
| Borsa, tirocinio o programma di mobilità di un'istituzione europea | Europass, salvo diversa indicazione | Le commissioni confrontano molti profili e si aspettano quella struttura |
| Azienda privata in Spagna o Portogallo | CV personale di una o due pagine | Europass lì è noto, ma un CV adattato mostra prima ciò che chiede l'offerta |
| Azienda in Germania o in Austria | CV nel formato del paese | I servizi ufficiali di quei paesi consigliano di adattarlo o di usarlo solo come traccia |
| Paese europeo di cui non conosci le abitudini | Europass come base, poi accorciato | Ordina le informazioni in un modo che si capisce in tutta Europa |
| Azienda privata in Italia | CV personale | Un CV adattato mostra subito ciò che chiede l'annuncio, e la lunghezza di Europass gioca contro |
| Ruolo creativo o di design | CV personale | L'impaginazione standard non lascia vedere il tuo gusto visivo |
| Molti anni di esperienza | CV personale | Le griglie di Europass allungano il CV proprio dove bisogna scegliere |
Dove il curriculum europeo ti penalizza
I servizi pubblici per l'impiego europei lo dicono chiaramente. Make it in Germany, il portale ufficiale del governo tedesco, spiega che le aziende tedesche preferiscono di solito un'impaginazione individuale e suggerisce di usare Europass come traccia e poi personalizzarlo. Il servizio pubblico per l'impiego austriaco (AMS) scrive che serve soprattutto per candidarsi in un altro paese europeo, che con le sue griglie e tabelle può diventare piuttosto lungo e che nei lavori creativi limita la grafica.
In pratica i problemi sono tre. La lunghezza: sezioni fisse con titoli e caselle fanno occupare due o tre pagine a un CV che ne starebbe in una. La gerarchia: il modello dà lo stesso peso a tutto, mentre conta che i requisiti dell'annuncio compaiano in alto. E la somiglianza: se tutti i candidati usano lo stesso modello, il tuo si distingue solo per quello che dice.
In Italia: dove te lo chiedono davvero
In Italia il curriculum europeo è richiesto soprattutto dagli enti pubblici e dagli atenei. Molti bandi e concorsi chiedono il «curriculum vitae in formato europeo»; l'Università di Parma, per esempio, chiarisce in un documento ufficiale che il curriculum allegato alle domande di partecipazione ai concorsi deve essere in formato europeo. In questi casi non c'è da discutere: si usa.
Con un'azienda privata, invece, vale la tabella qui sopra. Un selezionatore che riceve decine di candidature per lo stesso annuncio legge prima la parte alta della prima pagina, e un CV personale adattato mette lì quello che l'annuncio chiede. Se ti candidi all'estero, accanto a ogni titolo di studio indica il livello e la durata, perché «laurea triennale» o «magistrale» fuori dall'Italia non sempre si capiscono.
Come fare un buon CV Europass in cinque passi
Se il bando lo chiede o hai deciso di usarlo, questi passi evitano gli errori più comuni dell'editor.
- Crea il profilo con un account
Registrati sul sito ufficiale e inserisci esperienze e titoli nel profilo. Come ospite puoi solo scaricare il CV; con un account resta salvato e puoi tenere più versioni.
- Scegli la lingua del bando
Scrivi il CV nella lingua in cui è stato pubblicato l'annuncio. Se non la padroneggi, un CV corretto in inglese, se accettato, è meglio di uno con errori nella lingua locale.
- Compila solo ciò che aggiunge qualcosa
Lascia vuote le sezioni che non ti riguardano e cancellale prima di scaricare. Ogni sezione di riempitivo allunga il CV senza dire nulla.
- Scrivi risultati, non mansioni
Sotto ogni esperienza, due o tre righe su cosa hai cambiato e come si è visto. Il formato è uguale per tutti; ciò che ti distingue è quello che scrivi.
- Scaricalo e controlla la lunghezza
Guarda il PDF prima di inviarlo. Se supera le due pagine, taglia corsi minori, esperienze vecchie e dati che nessuno ha chiesto.
Il criterio di Cernoria: il formato non sostituisce l'adattamento
Il dibattito sul curriculum europeo spesso nasconde ciò che decide davvero una candidatura: se chi legge trova in pochi secondi quello che cerca. Un Europass completo ma generico perde contro un CV di una pagina che risponde all'annuncio, e un CV personale generico perde allo stesso modo. Il formato decide come sono ordinate le informazioni; l'adattamento decide cosa va in alto.
Per questo non prepariamo CV in formato Europass. Quello che facciamo è partire dal tuo profilo completo, come fa Europass, e scegliere per ogni annuncio cosa mostrare per primo.
In Cernoria lo riassumiamo così: Europass è un buon modulo e un argomento debole. Usalo quando te lo chiedono; altrimenti vince il CV che risponde a quell'annuncio.
Un esempio dall'inizio alla fine: due candidature, due formati
Un caso inventato per vedere la tabella in pratica. Giulia Esempio è ingegnera gestionale a Bologna, con sei anni di esperienza nella logistica. Nello stesso mese prepara due candidature.
Candidatura 1: un ateneo pubblica un bando per un assegno di ricerca e chiede il «curriculum vitae in formato europeo». Prima riga della tabella: è un requisito. Lo compila dal suo profilo, cancella le sezioni vuote e lo tiene su due pagine.
Candidatura 2: un'azienda di distribuzione di Modena cerca una supply chain analyst. Nessuno chiede Europass: sesta riga, CV personale. Lo scrive su due pagine, con il titolo dell'annuncio in alto e tre risultati su magazzino e trasporti nel lavoro attuale.
In entrambi i casi usa le stesse informazioni, il suo profilo completo. Cambiano l'ordine, la lunghezza e cosa viene prima. Ogni versione finisce nel suo registro delle candidature, nel caso la richiamino.
Il controllo prima di inviarlo
Prima di inviare l'uno o l'altro formato, rispondi a queste domande.
- Il bando chiede un formato? Se sì, lo stai usando?
- È scritto nella lingua in cui è stato pubblicato l'annuncio?
- Ha al massimo due pagine, salvo diversa indicazione?
- La prima cosa che si legge risponde a ciò che chiede l'annuncio?
- Hai eliminato le sezioni vuote e i dati che nessuno ha chiesto?
- I tuoi titoli indicano livello e durata, per essere capiti all'estero?
Domande frequenti
Che cos'è il curriculum europeo?
È il modello di CV gratuito dell'Unione europea, il CV Europass, che si compila online sul sito ufficiale a partire da un profilo personale. Si scarica nella lingua che scegli e presenta studi ed esperienze con una struttura comprensibile in tutta Europa.
Il curriculum europeo è obbligatorio?
No, a meno che il bando non lo richieda. Le aziende private accettano CV personali e molte li preferiscono; viene chiesto soprattutto in concorsi, atenei, borse, tirocini e alcuni enti pubblici. Leggi sempre i requisiti del bando.
Il CV Europass è gratuito?
Sì, è un servizio gratuito della Commissione europea. Secondo le sue domande frequenti, non si compra nessun CV e non ti verranno mai chiesti dati bancari; se un sito ti fa pagare un «CV Europass», non è quello ufficiale.
Nel curriculum europeo va messa la foto?
Dipende dal paese, non dal formato. Make it in Germany spiega che in Germania una foto è spesso attesa, con grandi differenze tra settori; altrove le abitudini cambiano. Se il bando non dice nulla, segui le consuetudini del paese.
Conviene il curriculum europeo per un'azienda privata in Italia?
Raramente è la scelta migliore. Per un'azienda privata funziona di più un CV personale di una o due pagine, adattato all'annuncio, con in alto ciò che viene richiesto; il curriculum europeo è più lungo e uguale per tutti.
Fonti
- Europass (Commissione europea), Create your Europass CV
- Europass (Commissione europea), domande frequenti
- Cedefop, Europass passes 100 million CV milestone, 2017
- Cedefop, Europass CV Insights Report, giugno-settembre 2019
- Make it in Germany (governo federale tedesco), Bewerbung
- AMS, servizio pubblico per l'impiego austriaco, Europass Lebenslauf
- Università di Parma, chiarimenti sul curriculum vitae allegato alle domande di partecipazione ai concorsi, 2020
- Decisione (UE) 2018/646 del Parlamento europeo e del Consiglio del 18 aprile 2018 (Europass), EUR-Lex

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