CV e ATS

Come scrivere il profilo personale del CV, con esempi per professione

Il profilo personale occupa le tre o quattro righe sotto il tuo nome, ed è di solito la prima cosa che chi seleziona legge dopo il ruolo. Scritto bene, dice in dieci secondi chi sei e che cosa puoi dimostrare. Scritto male, è un elenco di aggettivi a cui nessuno crede.

Team CernoriaAggiornato il 16 ottobre 202617 min di lettura

In breve

  • Il profilo risponde a quattro domande in tre o quattro righe: che cosa fai e da quanto, una prova concreta, con quali strumenti o in quale settore, e che cosa cerchi.
  • Solo fatti verificabili nel resto del CV. Aggettivi come «proattivo», «dinamico» o «orientato ai risultati» non dicono nulla e, nel sondaggio CareerBuilder del 2013 negli Stati Uniti, erano ciò che dava più fastidio.
  • Mai un ruolo o un livello che non hai avuto. Se il tuo ruolo non somiglia a quello dell'offerta, descrivi che cosa fai invece di darti un altro titolo.
  • Si adatta a ogni offerta cambiando l'ordine e le parole, mai i fatti: la prima frase risponde alla prima cosa che chiede l'annuncio.

A che cosa serve il profilo, e quando farne a meno

Chi scorre una pila di CV non li legge: li percorre con lo sguardo. Nome, ruolo, le prime righe e le ultime due esperienze, e in quel giro decide se continuare. Il profilo esiste per quel momento. È l'unica parte del CV scritta apposta per chi ha davanti il tuo CV e l'annuncio e si chiede se sei adatto. Nello studio di eye tracking di Ladders, i CV valutati meglio avevano in comune, tra le altre cose, una presentazione in cima alla prima pagina.

Lavora anche per il sistema di gestione delle candidature (ATS). Le parole dell'annuncio che compaiono nel profilo compaiono nel loro contesto, dentro una frase che dice che cosa ci hai fatto, cioè l'opposto di riempire il CV di parole chiave. Lo stesso studio di Ladders ha trovato questo riempimento tra i tratti dei CV valutati peggio.

A volte non serve. Se ti candidi tramite un modulo senza un campo per il profilo, non forzarlo in un'altra casella: lì il lavoro sta nel modo in cui chiami ogni esperienza. E un profilo che ripete il ruolo e dice «cerco nuove opportunità di crescita» occupa spazio senza dire nulla. Se non hai niente di concreto da mettere, meglio non metterlo.

7,4 s

è durata in media la prima lettura di un CV nello studio Ladders del 2018. Una presentazione in cima alla prima pagina era tra i tratti dei CV valutati meglio.

Fonte: Ladders, Eye-Tracking Study, 2018
52 %

dei 2.201 responsabili delle assunzioni e professionisti HR intervistati da CareerBuilder e Harris Poll ha scelto «achieved» (ho ottenuto) tra le parole che preferisce leggere in un CV. Il sondaggio è del 2013 e fu condotto negli Stati Uniti.

Fonte: CareerBuilder e Harris Poll, sondaggio su 2.201 responsabili delle assunzioni negli Stati Uniti, 2013 (pubblicato da CBIA, 2014)
38 %

ha scelto «best of breed» (il migliore della categoria) tra le espressioni che più lo infastidivano. Era la prima della lista.

Fonte: CareerBuilder e Harris Poll, sondaggio su 2.201 responsabili delle assunzioni negli Stati Uniti, 2013 (pubblicato da CBIA, 2014)

La struttura del profilo personale: quattro elementi in tre frasi

Un buon profilo non è un paragrafo ispirato. È una risposta ordinata alle quattro domande che si fa chi legge, e quasi sempre sta in tre frasi. La prima dice chi sei dal punto di vista professionale. La seconda porta la prova. La terza chiude con il tuo ambito e, se aiuta, con che cosa cerchi.

Per l'Italia, la scheda EURES della Commissione europea ricorda che serve un CV aggiornato e adattato alla posizione per cui ti candidi, inviato insieme a una lettera di presentazione: il profilo in alto è il punto più rapido in cui farlo. Nel Regno Unito il National Careers Service lo descrive come poche righe brevi, subito sotto nome e contatti, che riassumono chi sei e a che cosa punti. Il nostro riferimento: tra 40 e 80 parole, cioè tre o quattro righe sulla larghezza di una pagina A4.

I quattro elementi del profilo
ElementoA che cosa rispondeEsempioChe cosa non va messo
IdentitàChe cosa fai, a che livello e da quanto«Contabile con due anni in una società di revisione»Un ruolo mai avuto o anni arrotondati per eccesso
ProvaChe cosa hai ottenuto che un altro con il tuo ruolo non potrebbe copiare«Seguo le chiusure mensili di 15 società clienti»Aggettivi su di te
AmbitoCon quali strumenti, in quale settore o per quali clienti«Excel avanzato e TeamSystem, per PMI manifatturiere»Un elenco di venti programmi
DirezioneChe cosa cerchi, se aiuta a capire la candidatura«Vorrei passare al controllo di gestione»«Cerco una nuova sfida», che non dice nulla
La direzione è facoltativa. Se l'offerta è esattamente ciò che cerchi, usa la terza frase per un'altra prova.

Il criterio di Cernoria: che cosa il tuo profilo non può dire

Il profilo è il punto del CV in cui è più facile esagerare, perché accanto non ci sono date che lo smentiscano. Per questo applichiamo tre regole quando lo scriviamo, e funzionano allo stesso modo se lo scrivi a mano.

Prima: mai un ruolo che non hai avuto. Se eri team leader, non sei «responsabile di area» né «direttrice», anche se hai gestito persone. Se il tuo ruolo aveva un altro nome ma era lo stesso lavoro, puoi usare il nome che usa il mercato; se non lo era, descrivi che cosa fai («Marketing digitale: campagne a pagamento e analisi dei dati») invece di darti un titolo. Seconda: un livello che nessuno ha dichiarato non si scrive. Se non hai mai fatto un test di inglese né l'hai usato al lavoro, «inglese fluente» non va. Terza: ogni cifra del profilo deve comparire anche nel corpo del CV, nell'esperienza in cui è nata. Se il profilo dice «dieci anni», le date delle tue esperienze fanno dieci anni.

In Cernoria la riassumiamo così: il profilo non è una promessa, è un riassunto. Se una frase non si può verificare nel resto del CV o raccontare nei dettagli in un colloquio, va tolta.

Una riflessione del team Cernoria

Le parole di troppo

Quando non si sa che cosa scrivere, si scrivono aggettivi: proattivo, dinamico, appassionato, orientato ai risultati, con spiccate capacità di lavoro in team. Hanno due problemi. Li usano tutti, quindi non distinguono nessuno. E sono affermazioni su di sé che il CV non dimostra, e chi seleziona lo sa bene. La guida al CV dell'Università di Dundee, in Scozia, lo dice senza giri di parole: metti in luce i tuoi veri punti di forza invece di formule logore come «dinamico», «gran lavoratore» o «onesto».

Il sondaggio CareerBuilder fu condotto negli Stati Uniti e in inglese, quindi le parole esatte non si trasferiscono identiche in italiano. Si trasferisce lo schema: ciò che dava più fastidio erano autoelogi e frasi fatte, ciò che piaceva di più erano verbi di cose fatte, come ottenere, migliorare o formare altre persone.

Espressioni che più infastidivano in un CV (CareerBuilder, Stati Uniti, 2013, 2.201 intervistati)
  • «Best of breed» (il migliore della categoria)38%
  • «Go-getter» (intraprendente)27%
  • «Think outside of the box»26%
  • «Synergy» (sinergia)22%
  • «Results-driven» (orientato ai risultati)16%
  • «Team player» (spirito di squadra)15%
  • «Dynamic» (dinamico)12%
  • «Detail-oriented» (attento ai dettagli)11%
Fonte: CareerBuilder e Harris Poll, sondaggio su 2.201 responsabili delle assunzioni negli Stati Uniti, 2013 (pubblicato da CBIA, 2014)
Dall'aggettivo al fatto
Che cosa si scrive spessoChe cosa non diceCome si dimostra
ProattivoChe cosa hai avviato tu«Ho proposto e costruito la dashboard che il team usa oggi»
Orientato ai risultatiQuale risultato«Obiettivo annuale raggiunto al 112 % nel 2025»
Spirito di squadraCon chi e per che cosa«Ho coordinato cinque persone di tre reparti per lanciare il negozio online»
Dinamico, multitaskingChe volume gestisci«Seguo 60 clienti attivi in contemporanea»
Appassionato di datiChe cosa ne hai fatto«Tengo un workshop trimestrale di Excel per il team commerciale»
Attento ai dettagliCon quale effetto«Ho ridotto gli errori di fatturazione dal 3 % allo 0,5 %»
Le cifre della tabella sono esempi. Usa le tue, o nessuna se non ne sei sicuro.

12 esempi per professione

Questi dodici profili corrispondono alle dodici professioni dei CV di esempio di Cernoria, con gli stessi anni di esperienza, da uno a ventisei. Persone, aziende e cifre sono inventate. Seguono tutti la stessa struttura, e sotto ciascuno ci sono le parole chiave che un annuncio per quel ruolo chiede spesso e che il profilo contiene già. Usali per vedere la forma, non per copiare il testo: un profilo vale qualcosa perché i fatti sono tuoi.

Esempio
Primi anni (da uno a quattro)

Dati · 1 anno. «Data analyst con un anno in un'azienda di e-commerce. Ho automatizzato in SQL e Power BI il report settimanale delle vendite, passato da una giornata di lavoro a un'ora. Cerco un ruolo centrato sui dati dei clienti e sui test.» Parole chiave: SQL, Power BI, automazione dei report, analisi clienti.

Finanza · 2 anni. «Contabile con due anni in una società di revisione, responsabile delle chiusure mensili e delle riconciliazioni bancarie di 15 società clienti. Excel avanzato e TeamSystem. Vorrei passare al controllo di gestione in un'azienda manifatturiera.» Parole chiave: chiusure contabili, riconciliazioni bancarie, TeamSystem, Excel avanzato.

Ristorazione · 3 anni. «Cameriera e capo turno con tre anni in un ristorante da 80 coperti. Coordino un turno di cinque persone, gestisco apertura e chiusura di cassa e accolgo i clienti in italiano e inglese. Cerco un ruolo di receptionist in hotel.» Parole chiave: accoglienza clienti, chiusura di cassa, coordinamento del turno, inglese.

Vendite · 4 anni. «Account executive con quattro anni nella vendita di software alle PMI. Obiettivo annuale raggiunto al 112 % nel 2025, portafoglio di 60 clienti gestito in Salesforce. Cerco un ruolo da key account con cicli di vendita più lunghi.» Parole chiave: vendita B2B, gestione del portafoglio, Salesforce, raggiungimento obiettivi.

Esempio
Esperienza intermedia (da cinque a nove)

Design · 5 anni. «Product designer con cinque anni su app bancarie e sanitarie. Ho ridisegnato la registrazione di un'app con 200.000 utenti attivi e le registrazioni completate sono salite dal 41 % al 58 %. Lavoro in Figma, con ricerca utente e design system.» Parole chiave: product design, Figma, ricerca utente, design system.

Sanità · 7 anni. «Infermiera con sette anni in terapia intensiva per adulti, gli ultimi tre come referente di turno in un reparto da 12 posti letto. Formo il personale neoassunto sui protocolli di prevenzione delle infezioni. Cerco un ruolo in terapia intensiva o nella qualità e sicurezza delle cure.» Parole chiave: terapia intensiva, prevenzione delle infezioni, formazione, sicurezza del paziente.

Tecnologia · 9 anni. «Sviluppatore backend con nove anni in Java e Kotlin, gli ultimi quattro su una piattaforma di pagamenti con due milioni di transazioni al giorno. Ho guidato la migrazione a microservizi su AWS con un team di sei persone. Cerco un ruolo da backend senior.» Parole chiave: Java, Kotlin, microservizi, AWS, pagamenti.

Logistica · 9 anni. «Coordinatore logistico con nove anni nella distribuzione di beni di largo consumo. Gestisco un magazzino di 12.000 m² con 40 persone e ho ridotto gli errori di prelievo dall'1,8 % allo 0,6 % ridisegnando il picking. SAP WM e indicatori di livello di servizio.» Parole chiave: magazzino, picking, SAP WM, livello di servizio.

Esempio
Carriere lunghe (dieci anni o più)

Marketing · 10 anni. «Responsabile marketing digitale con dieci anni nell'e-commerce e nel largo consumo. Gestisco un budget annuale di 1,1 milioni di euro su Google Ads e Meta e un team di quattro persone. Nel 2025 ho ridotto il costo di acquisizione del 22 % senza perdere volume di vendite.» Parole chiave: marketing digitale, Google Ads, Meta, gestione del budget, costo di acquisizione.

Istruzione · 19 anni. «Docente di matematica con 19 anni nella scuola secondaria, gli ultimi cinque come coordinatrice di dipartimento in un istituto di 900 studenti. Ho progettato il corso di recupero per le classi prime, che ha ridotto le insufficienze dal 31 % al 18 % in due anni scolastici. Cerco un ruolo di coordinamento didattico.» Parole chiave: coordinamento di dipartimento, progettazione didattica, recupero, scuola secondaria.

Ingegneria · 21 anni. «Ingegnere civile con 21 anni in opere stradali e idrauliche, gli ultimi otto come project manager. Ho guidato cantieri fino a 35 milioni di euro con squadre di 150 persone, e gli ultimi due si sono chiusi nei tempi e senza infortuni con assenza dal lavoro.» Parole chiave: project management, opere civili, pianificazione, sicurezza in cantiere.

Risorse umane · 26 anni. «Direttrice delle risorse umane con 26 anni di carriera, gli ultimi nove alla guida del personale di un gruppo industriale con 2.500 dipendenti in tre Paesi. Ho condotto due trattative per accordi integrativi e il ridisegno della valutazione delle prestazioni.» Parole chiave: direzione HR, relazioni sindacali, contrattazione collettiva, gestione delle prestazioni.

Come cambia secondo il momento della carriera

La struttura è la stessa per tutti, ma che cosa viene prima dipende dalla fase in cui sei. Con poca esperienza, la prova può venire da un progetto, un tirocinio o un lavoro in un altro settore. Con molta, il rischio è l'opposto: voler far stare vent'anni in quattro righe e finire con un elenco di tutto.

Che cosa viene prima in ogni situazione
La tua situazioneChe cosa viene primaChe cosa evitare
Primo impiego o tirocinioChe cosa hai studiato e un progetto o lavoro con un risultato concreto«Cerco un'opportunità per crescere», che non dice che cosa sai fare
Da uno a cinque anniLa tua specializzazione e il risultato più chiaro, con una cifra se ce l'haiCopiare il mansionario come se fossero risultati
Più di dieci anniLa portata: dimensione del team, budget, mercatiRaccontare tutta la carriera; il profilo non è una cronologia
Cambio di settoreChe cosa si porta da un settore all'altro, con il lessico del nuovoNascondere da dove vieni o darti un titolo del nuovo settore
Rientro dopo una pausaLa tua esperienza e che cosa hai fatto per aggiornartiSpiegare la pausa nel profilo: se serve, va nella lettera o al colloquio
Libero professionistaPer che tipo di clienti lavori e un risultatoCitare clienti che non l'hanno autorizzato, o «multidisciplinare» senza specializzazione

Come adattarlo a ogni offerta senza cambiare i fatti

Il profilo è la parte del CV che conviene di più adattare, perché è breve e si legge per prima. Adattarlo non vuol dire riscriverlo: vuol dire scegliere quale prova va per prima e con quali parole la racconti. Questo è l'ordine che funziona.

  1. Segna la prima cosa che chiede l'offerta

    Il titolo del ruolo e il primo requisito di solito dicono quale problema vogliono risolvere. Se l'annuncio comincia con «gestione del team», la tua prima frase parla di team; se comincia con «analisi dei dati», di dati.

  2. Scegli la prova che risponde

    Cerca nel tuo CV completo il risultato che risponde meglio a quel primo requisito e portalo nel profilo. Se non ne hai, forse l'offerta non fa per te, oppure è un punto da spiegare nella lettera.

  3. Usa le parole dell'offerta per ciò che hai fatto davvero

    Se l'annuncio dice «Customer Success» e tu hai fatto quel lavoro con il nome di «post-vendita», puoi usare il suo termine. Se dice «Salesforce» e hai usato HubSpot, no: citi HubSpot e, se vuoi, aggiungi che lavori con strumenti CRM.

  4. Controlla ogni dato con il resto del CV

    Ruolo, anni, cifre, strumenti e lingue del profilo devono comparire nel corpo del CV, identici. Se un dato cambia tra due versioni del profilo, una delle due è sbagliata.

Un esempio dall'inizio alla fine

Un caso inventato per vedere il metodo applicato. Luca Esempio lavora da sei anni in Conecta Sur, un operatore di telefonia, gli ultimi tre come coordinatore dell'assistenza clienti. Si candida a due offerte diverse partendo dallo stesso CV completo. Le cifre sono quelle dell'esempio.

Esempio
Il profilo di Luca Esempio, in tre versioni

Prima, generico: «Professionista proattivo e orientato ai risultati, con ampia esperienza nell'assistenza clienti e spiccate capacità di lavoro in team. Cerco una nuova sfida che mi permetta di continuare a crescere.»

Offerta A: «Customer Success per un'azienda di software. Requisiti: fidelizzazione dei clienti, uso di un CRM, coordinamento di un team».

Profilo per l'offerta A: «Coordinatore dell'assistenza clienti con sei anni nelle telecomunicazioni, gli ultimi tre alla guida di un team di otto persone. Ho ridotto le disdette mensili dal 4,1 % al 2,9 % con un programma di chiamate di fidelizzazione. Lavoro con Zendesk e HubSpot.»

Offerta B: «Analista qualità dei processi. Requisiti: indicatori, miglioramento dei processi, Excel avanzato».

Profilo per l'offerta B: «Coordinatore dell'assistenza clienti con sei anni nelle telecomunicazioni, con focus su indicatori e miglioramento dei processi. Ho ridisegnato il processo dei reclami e il tempo medio di risoluzione è sceso da 72 a 30 ore. Costruisco in Excel avanzato le dashboard di qualità del reparto.»

Che cosa è cambiato nell'esempio, e che cosa no

  • Ruolo, azienda e anni sono identici nelle due versioni. Luca non si è definito «Customer Success Manager» né «Analista qualità», perché non lo è stato: ha descritto che cosa fa con le parole di ciascuna offerta.
  • È cambiata la prova. Per l'offerta che chiede fidelizzazione, la cifra delle disdette; per quella che chiede processi, il tempo di risoluzione dei reclami. Entrambe erano già nel suo CV completo.
  • Gli strumenti seguono l'offerta senza inventare: per la A, i CRM che usa davvero; per la B, l'Excel con cui costruisce le dashboard.
  • Sono spariti gli aggettivi e la «nuova sfida». Al loro posto ci sono due fatti che un'altra persona con lo stesso ruolo non potrebbe copiare.

Il controllo prima di inviare

Prima di inviare il CV, rileggi il profilo con l'offerta accanto e rispondi a queste domande. Se una risposta è no, la frase si corregge o si toglie.

  • Si capisce che cosa fai leggendo solo la prima frase?
  • Ogni ruolo, anno, cifra, strumento e lingua del profilo compare identico anche nel corpo del CV?
  • C'è almeno un fatto che un'altra persona con il tuo ruolo non potrebbe copiare?
  • Hai tolto gli aggettivi che non dimostri con un fatto?
  • Le parole dell'offerta compaiono dentro frasi, e non come elenco sciolto?
  • Sta in tre o quattro righe sulla larghezza della pagina?

Domande frequenti

Il profilo del CV si scrive in prima o in terza persona?

La forma più naturale è la frase nominale («Infermiera con sette anni in terapia intensiva») o la prima persona senza pronome («Coordino un team di cinque persone»). La terza persona suona come un comunicato ed è meglio evitarla.

Quanto deve essere lungo il profilo personale?

Tre o quattro righe sulla larghezza della pagina, circa 40-80 parole. Oltre le cinque righe non si legge più a colpo d'occhio.

Che cosa scrivo nel profilo se non ho esperienza?

Che cosa hai studiato, un progetto, un tirocinio o un lavoro in un altro settore con un risultato concreto, e il tipo di ruolo che cerchi. Una tesi con un risultato misurabile dice più di «voglia di imparare».

Come scrivo il profilo se cambio settore?

Comincia da che cosa fai, senza nascondere da dove vieni, e mostra che cosa si porta nel nuovo settore, con le parole di quel settore. Non darti un ruolo del nuovo settore che non hai ancora avuto.

Profilo personale e obiettivo professionale sono la stessa cosa?

No. L'obiettivo dice che cosa cerchi; il profilo dice che cosa offri e lo dimostra. Funziona meglio il profilo, e se vuoi aggiungere che cosa cerchi, fallo nell'ultima frase e in modo concreto.

Fonti

  1. Ladders, Eye-Tracking Study, 2018
  2. CareerBuilder e Harris Poll, sondaggio su 2.201 responsabili delle assunzioni negli Stati Uniti, 2013 (pubblicato da CBIA, 2014)
  3. EURES (Commissione europea), Condizioni di vita e di lavoro: Italia
  4. National Careers Service (Regno Unito), CV sections
  5. Università di Dundee, CV writing guidance for international students

Continua a leggere