CV e ATS

Come scrivere i risultati nel CV: dalle mansioni ai fatti, con esempi

Un risultato nel CV è una riga che dice cosa è cambiato grazie al tuo lavoro: cosa hai fatto e cosa ne è venuto fuori, con una cifra o una portata concreta. Le mansioni dicono cosa ti chiedevano; i risultati dicono come l'hai fatto e a cosa è servito.

Team CernoriaAggiornato il 17 ottobre 202614 min di lettura

In breve

  • Un risultato ha tre parti: un verbo al passato, cosa hai fatto e cosa è cambiato grazie a questo, misurato con una cifra, una portata o un prima e dopo.
  • Se non hai cifre di vendita, misura altro: volumi, tempo risparmiato, errori diminuiti, persone raggiunte o qualcosa fatto per la prima volta.
  • Mai una cifra che non sapresti spiegare al colloquio. Se non ne sei sicuro, arrotonda per difetto o indica la portata al posto del numero.
  • Da due a quattro risultati per i ruoli recenti e uno o nessuno per quelli più vecchi, in ordine secondo ciò che chiede l'annuncio.

Mansione o risultato: la differenza in una riga

«Responsabile della fatturazione» è una mansione: dice cosa c'era nella tua descrizione del ruolo, e chiunque abbia avuto quel ruolo potrebbe scriverla, che l'abbia svolto bene o male. «Ho ridotto gli errori di fatturazione dal 3 % allo 0,5 % in sei mesi» è un risultato: dice cosa è cambiato perché c'eri tu. Chi seleziona non ha bisogno che gli spieghi cosa fa un'impiegata amministrativa; ha bisogno di sapere come l'hai fatto tu.

Non si tratta di cancellare le mansioni. Il portale europeo del lavoro EURES lo dice chiaramente: non lasciare che il CV diventi un noioso elenco di responsabilità e incarichi, e affianca a ogni ruolo i risultati ottenuti. E siccome la prima lettura di un CV dura pochi secondi, ciò che non sta nelle prime righe di ogni ruolo probabilmente non verrà letto.

52 %

dei 2.201 selezionatori e professionisti HR intervistati da CareerBuilder e Harris Poll ha scelto «achieved» (ho raggiunto) tra le parole che preferisce leggere in un CV. È un sondaggio del 2013, svolto negli Stati Uniti e in inglese.

Fonte: CareerBuilder e Harris Poll, sondaggio su 2.201 selezionatori negli USA, 2013 (pubblicato dalla CBIA, 2014)
28 %

ha scelto «increased/decreased» (ho aumentato o ridotto), le parole che annunciano un cambiamento misurabile. Nello stesso sondaggio, «improved» (ho migliorato) è arrivato al 48 %.

Fonte: CareerBuilder e Harris Poll, sondaggio su 2.201 selezionatori negli USA, 2013 (pubblicato dalla CBIA, 2014)
7,4 s

è durata in media la prima lettura di un CV nello studio di eye tracking di Ladders del 2018. Il tempo di leggere il ruolo e le prime righe di ogni esperienza.

Fonte: Ladders, Eye-Tracking Study, 2018

Come scrivere i risultati nel CV: verbo, cosa e risultato

Quasi ogni risultato ben scritto segue lo stesso ordine: un verbo d'azione al passato, su cosa hai agito e il risultato. «Ho riprogettato il flusso di approvazione degli acquisti e i tempi sono scesi da 9 a 4 giorni in un trimestre». Una riga, al massimo due.

EURES consiglia di quantificare ogni risultato in qualche modo, con fatti, cifre e dati, e di dire quale beneficio ne ha avuto l'azienda. Il Portale europeo per i giovani va nella stessa direzione: dare risalto a quanto realizzato, se possibile con cifre. Se la risposta richiede un paragrafo, tienila per il colloquio: nel CV va la versione breve.

La formula in tre parti
ParteA cosa rispondeEsempioErrore frequente
VerboCosa hai fatto tuHo riprogettato«Responsabile di», «partecipazione a», che non dicono cosa hai fatto
CosaSu cosa hai agitoil flusso di approvazione degli acquistiCitare l'intero reparto invece della cosa precisa
RisultatoCosa è cambiato e di quantoe i tempi sono scesi da 9 a 4 giorni in un trimestreUn aggettivo («con successo», «efficacemente») al posto di un dato
È un esempio inventato. Unisci le tre parti in una o due righe e controlla che si capisca senza contesto.

Cosa fare se non hai cifre

La maggior parte delle persone non lavora nelle vendite, e molte non hanno mai visto una dashboard con i numeri del proprio reparto. Questo non vuol dire che non abbiano risultati: vuol dire che bisogna misurare altro. Un risultato si può esprimere in volumi, tempo, qualità, portata o come qualcosa che prima non esisteva.

Per trovare i tuoi, EURES suggerisce di rileggere le valutazioni delle prestazioni e di parlare con ex colleghi. Aggiungi le email di ringraziamento, i report che consegnavi e gli obiettivi legati al premio di risultato: lì spesso ci sono i numeri che hai dimenticato.

Sei modi di misurare un risultato senza cifre di vendita
Cosa misuriLa domanda che lo trovaEsempio
VolumeQuanto gestivi al giorno, al mese o all'anno?«Ho gestito circa 40 richieste di clienti al giorno, al telefono e in chat»
TempoCosa ha cominciato a richiedere meno tempo grazie a te?«Ho creato un modello che ha ridotto il report settimanale da un giorno a due ore»
QualitàQuali errori, reclami o resi sono diminuiti?«Ho riorganizzato il magazzino per rotazione e gli errori di prelievo sono quasi spariti»
PortataQuante persone, sedi o clienti ha raggiunto il tuo lavoro?«Ho formato sul nuovo gestionale le 25 persone di tre filiali»
Prima voltaCosa esiste oggi che prima non c'era?«Ho scritto il primo manuale delle procedure dell'ufficio, usato oggi per ogni nuovo ingresso»
FiduciaCosa ti hanno affidato per come lavoravi?«Scelta per sostituire la responsabile di team durante due congedi»
Gli esempi sono inventati. Usa i tuoi e tieni quelli che sai raccontare nel dettaglio.

Il criterio di Cernoria: un risultato che non sai difendere non ci va

Un risultato gonfiato è l'errore più caro di un CV, perché viene a galla nel momento peggiore: quando al colloquio ti chiedono come sei arrivato a quel 40 %. Per questo usiamo tre regole, e puoi applicarle a mano. Prima: se non ricordi la cifra esatta, usane una prudente. Seconda: se è stato un risultato di squadra, il verbo lo dice («ho coordinato», «ho fatto parte del team che…», «ho contribuito a»). Terza: ogni risultato deve poter essere raccontato per due minuti, con il problema, cosa hai fatto e cosa è successo dopo.

Non si aggiunge nemmeno ciò che non è successo per far suonare meglio la riga. Se il progetto è partito ma non sai che risultato abbia avuto, il risultato è averlo consegnato nei tempi, e conta anche quello. Un CV con tre risultati modesti e veri regge qualsiasi colloquio; uno con cinque spettacolari no.

In Cernoria lo diciamo così: un risultato non è la cosa migliore che puoi dire di te, è la cosa migliore che puoi dimostrare. Se non sapresti raccontarlo nel dettaglio a chi sta per assumerti, nel CV non ci va.

Una riflessione del team Cernoria

30 esempi di risultati per settore

Cinque esempi per ciascuno di sei settori, tutti con la stessa formula. Persone, aziende e cifre sono inventate: mostrano la forma e il tipo di risultato che si misura in ogni settore, non un testo da copiare. Nota che non tutti parlano di soldi; diversi misurano tempo, qualità o portata.

Esempio
Vendite

Ho raggiunto il 112 % del budget annuale 2025, con 14 nuovi clienti tra le PMI dell'Emilia-Romagna.

Ho recuperato 9 dei 20 clienti inattivi del portafoglio con un piano di visite e sconti per volume.

Ho ridotto il ciclo di vendita da 60 a 42 giorni preparando offerte tipo per settore.

Ho aperto la zona del Triveneto per il distributore: da zero a 35 punti vendita in otto mesi.

Ho formato i tre agenti entrati nel 2024; tutti e tre hanno raggiunto il budget prima del sesto mese.

Esempio
Marketing e comunicazione

Ho ridotto del 22 % il costo per nuovo cliente ridistribuendo il budget tra Google Ads e Meta.

Ho lanciato la newsletter mensile del marchio, arrivata a 8.000 iscritti nel primo anno.

Ho riscritto le schede dei 120 prodotti più venduti dell'e-commerce e la conversione è passata dall'1,4 % al 2,1 %.

Ho coordinato la presenza dell'azienda a tre fiere di settore, con 300 contatti commerciali registrati.

Ho creato la prima dashboard di indicatori del reparto, usata da allora dalla direzione in ogni riunione mensile.

Esempio
Assistenza clienti

Ho mantenuto una soddisfazione di 4,7 su 5 su oltre 3.000 conversazioni gestite in un anno.

Ho ridotto i tempi di risposta via email da 48 a 12 ore riorganizzando la coda per priorità.

Ho scritto le 40 risposte standard che oggi usa tutto il team per i reclami più frequenti.

Ho trattenuto 30 dei 52 clienti che avevano chiesto la disdetta nel trimestre con offerte di permanenza.

Sono stata scelta per formare ogni nuovo ingresso del customer service durante il 2025.

Esempio
Operations e logistica

Ho ridotto gli errori di prelievo dall'1,8 % allo 0,6 % riprogettando il percorso di picking.

Ho negoziato con due nuovi corrieri e il costo di spedizione per ordine è sceso del 15 %.

Ho riorganizzato i turni del magazzino eliminando gli straordinari fissi del venerdì.

Ho coordinato il trasloco del centro di distribuzione in un fine settimana, senza fermare le spedizioni.

Ho introdotto l'inventario a rotazione: la differenza di magazzino annuale è passata dal 4 % all'1 %.

Esempio
Tecnologia e dati

Ho automatizzato in SQL e Power BI il report settimanale delle vendite, passato da una giornata di lavoro a un'ora.

Ho migrato tre servizi in cloud con un team di quattro persone, senza interruzioni per gli utenti.

Ho ridotto i tempi di caricamento dell'app da 4,2 a 1,8 secondi ottimizzando le query al database.

Ho scritto i test automatici del modulo pagamenti; i bug in produzione si sono dimezzati.

Ho documentato l'API interna e l'inserimento di ogni nuovo sviluppatore è passato da tre settimane a una.

Esempio
Amministrazione e finanza

Ho ridotto la chiusura contabile mensile da dieci a sei giorni lavorativi automatizzando le riconciliazioni bancarie.

Ho individuato pagamenti doppi a fornitori per 16.000 € e ho introdotto il controllo che li evita.

Ho gestito il credito di 220 clienti riducendo lo scaduto oltre 90 giorni dal 12 % al 5 %.

Ho digitalizzato cinque anni di fatture, che ora si trovano in pochi secondi invece che in ore.

Ho preparato la documentazione di due revisioni esterne, chiuse senza rilievi.

I verbi che pesano di più per chi seleziona

Nel sondaggio di CareerBuilder e Harris Poll su 2.201 selezionatori negli Stati Uniti, le parole preferite in un CV erano quasi tutte verbi di qualcosa di fatto: raggiunto, migliorato, formato, gestito, creato, risolto. Le meno amate erano autoelogi e frasi fatte. Il sondaggio è del 2013 e in inglese: le parole esatte non si trasferiscono tali e quali, lo schema sì.

In pratica, il verbo deve dire cosa hai fatto tu. «Ho partecipato» e «ho collaborato» sono onesti per un risultato di squadra, ma se il lavoro era tuo usa il verbo giusto: ho progettato, negoziato, ridotto, lanciato, formato, recuperato.

Parole che chi seleziona preferisce leggere in un CV (CareerBuilder, USA, 2013, 2.201 selezionatori)
  • «Achieved» (raggiunto)52%
  • «Improved» (migliorato)48%
  • «Trained/mentored» (formato)47%
  • «Managed» (gestito)44%
  • «Created» (creato)43%
  • «Resolved» (risolto)40%
  • «Volunteered» (volontariato)35%
  • «Influenced» (influenzato)29%
Fonte: CareerBuilder e Harris Poll, sondaggio su 2.201 selezionatori negli USA, 2013 (pubblicato dalla CBIA, 2014)

Quanti risultati per ruolo e in che ordine

Non serve un risultato per ogni mansione. Conta che i ruoli recenti mostrino risultati e che la prima riga di ogni ruolo risponda a ciò che chiede l'annuncio. Se ti candidi per un ruolo da analista, il risultato sui dati va in cima anche se quello sulle vendite brilla di più.

Quanti risultati per ruolo
RuoloQuantiCosa va per primo
L'attuale o l'ultimoDa due a quattroQuello che risponde al primo requisito dell'annuncio
Quelli degli ultimi dieci anniDa uno a treQuello di portata maggiore o più vicino al ruolo che cerchi
I più vecchiUno o nessunoSolo se spiega qualcosa del tuo profilo di oggi
Tirocini, volontariato o progettiUno o dueUn risultato concreto, anche piccolo
Se un ruolo non ha nessun risultato da raccontare, lascia la mansione principale in una riga e non riempire.

Un esempio dall'inizio alla fine: lo stesso ruolo, prima e dopo

Un caso inventato per vedere il metodo all'opera. Lucia Esempio ha lavorato quattro anni come assistente agli acquisti in Distribuzione Padana e vuole candidarsi come buyer analista. Il suo CV elencava mansioni. Ecco come le ha trasformate in risultati.

  1. Elenca le mansioni così come sono

    Lucia ha copiato le cinque righe del suo ruolo: ordini di acquisto, rapporti con i fornitori, inserimento dati nel gestionale, controllo delle consegne e reportistica.

  2. Chiediti cosa è cambiato per ognuna

    Per ogni mansione ha cercato un risultato: cosa richiedeva meno tempo, quali errori erano diminuiti, cosa si era risparmiato o cosa era nato. Ha riletto le sue valutazioni e le email con la sua responsabile.

  3. Scegli la misura che sai difendere

    Aveva il risparmio sui fornitori esatto in un report; sui tempi di consegna solo una stima, quindi ha usato la cifra più bassa di cui era sicura.

  4. Ordina secondo l'annuncio

    L'annuncio chiedeva negoziazione con i fornitori e analisi dei dati. Quei due risultati sono andati in cima; il controllo delle consegne è finito terzo e l'inserimento dati è uscito dal CV.

Esempio
Il ruolo di Lucia Esempio, prima e dopo

Prima: «Assistente agli acquisti. Ordini di acquisto. Rapporti con i fornitori. Inserimento dati nel gestionale. Controllo consegne. Reportistica».

Dopo, prima riga: «Ho rinegoziato le condizioni con i 12 fornitori principali, risparmiando il 7 % sulla spesa annua per materiali».

Seconda riga: «Ho creato in Excel il report mensile degli acquisti per fornitore, che la direzione usa per decidere le gare».

Terza riga: «Ho ridotto le consegne in ritardo da circa 20 a 8 al mese con un controllo settimanale con ogni fornitore».

Il controllo prima di inviare

Prima di candidarti su InfoJobs, Indeed, LinkedIn o sul sito dell'azienda, rileggi ogni risultato accanto all'annuncio e rispondi a queste domande. Se una risposta è «no», quella riga si corregge o se ne va.

  • Inizia con un verbo che dice cosa hai fatto tu?
  • Dice cosa è cambiato, con una cifra, una portata o un prima e dopo?
  • Sapresti raccontarlo per due minuti al colloquio, con il problema e cosa è successo dopo?
  • Le cifre sono quelle di cui sei sicuro, o una prudente?
  • Il primo risultato di ogni ruolo risponde a qualcosa che chiede l'annuncio?
  • Ogni risultato sta in una o due righe?

Domande frequenti

Quali risultati mettere nel CV senza esperienza?

Usa i risultati di studi, tirocini, volontariato o lavori occasionali, con la stessa formula verbo, cosa e risultato. Il Portale europeo per i giovani suggerisce esempi di realizzazioni, miglioramenti apportati o problemi risolti, avvalorati da numeri quando possibile.

Cosa scrivo se il mio lavoro non ha numeri?

Misura altro: volumi, tempo risparmiato, errori diminuiti, persone raggiunte dal tuo lavoro o qualcosa fatto per la prima volta. Quasi ogni ruolo ha almeno uno di questi risultati, anche se nessuno li ha mai misurati.

Si possono arrotondare le cifre dei risultati?

Sì, sempre per difetto e solo quando non ricordi il numero esatto. Se hai ridotto un tempo da 9,3 a 4,1 giorni, «da 9 a 4 giorni» è corretto; «dimezzato», quando era un terzo, no.

Come presento un risultato ottenuto da tutto il team?

Con un verbo che dica quale parte era tua: «ho coordinato», «ho fatto parte del team che», «ho contribuito a». Al colloquio racconti il tuo ruolo preciso; attribuirsi l'intero risultato si nota subito.

I risultati vanno in una sezione a parte o sotto ogni ruolo?

La soluzione più chiara è metterli sotto ogni ruolo, dopo la qualifica e le date, così si vede dove sono avvenuti. Una sezione di risultati principali in alto serve solo se ripete i due o tre più forti.

Fonti

  1. CareerBuilder e Harris Poll, sondaggio su 2.201 selezionatori negli USA, 2013 (pubblicato dalla CBIA, 2014)
  2. Ladders, Eye-Tracking Study, 2018
  3. EURES (Commissione europea), Come scrivere un curriculum vitae orientato ai risultati, 2018
  4. Portale europeo per i giovani (Commissione europea), Come far risaltare il tuo CV

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